HomeTerritorioLa Chiesa dei S.S. Pietro e Paolo - Monumento Nazionale

La Chiesa dei S.S. Pietro e Paolo - Monumento Nazionale

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La chiesa romanica dei S.S. Pietro e Paolo a Brebbia è una delle più belle e meglio conservate della zona. Dal VII secolo d.C. ve n'era una più piccola e situata tra il campanile e l'edificio attuale ma, sul finire dell'XI secolo si decise di costruirne una più grande adatta ad una popolazione ormai molto numerosa. Dobbiamo ricordare che Brebbia ebbe un passato glorioso, fu infatti centro di intensa prosperità nell'età romana, quindi capo di Pieve ed anche sede di un castello degli arcivescovi milanesi. Il primo documento in cui si parla esplicitamente della pieve di Brebbia risale al 999 ma la tradizione (peraltro attendibile!) narra che la prima chiesa fu fondata intorno al IV secolo d.C. da San Giulio, evangelizzatore con il fratello Giuliano, di tutta l'area prealpina intorno al lago Maggiore, e che lo stesso santo abbia miracolosamente riattaccato il pollice ad un carpentiere che se l'era inavvertitamente tagliato durante i lavori di edificazione della chiesa. In un'altra leggenda si racconta che S. Giulio distrusse il tempio di Minerva per sostituirlo con la chiesa; in effetti sul lato settentrionale si trova ancora una pietra murata recante l'iscrizione, ormai molto consumata, con il nome della dea.

La pianta della nuova chiesa è molto semplice: tre navate, un'abside e un transetto poco sporgente dalle navate. La navata centrale era coperta da semplici capriate sostituite poi nel Seicento da volte, la facciata, originariamente a capanna, fu trasformata secondo uno schema a salienti; le modifiche seicentesche hanno reso necessari molti interventi di restauro (come i tiranti e le piastre metalliche ben dimostrano) e sono in chiaro contrasto con il bel paramento romanico fatto di corsi regolari di serizzo, granito e pietra di Angera.

 

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Di raffinata fattura sono infatti, il sottile zoccolo modanato, che gira tutt’intorno all’edificio, ed il portale meridionale molto più ornato di quello della facciata odierna, con colonne e pilastrini, archi e capitelli scolpiti, tanto da far pensare che inizialmente la piazza posta su questo lato, ben protetta dai venti del nord, fosse il centro del Paese; in effetti la facciata meridionale è ricca di aperture mentre quella settentrionale è priva di finestre).L’attenzione decorativa continua anche nell’abside, delle tre monofore strombate quella centrale è incorniciata da colonnine e pilastrini con capitelli scolpiti simili a quelli del portale sud.

Internamente le navate sono divise da pilastri di varia forma, quelli che reggono l’ampia volta a crociera centrale del transetto sono robusti ed elegantemente scolpiti nello stile del portale meridionale. Questa era forse l’unica parte della chiesa originariamente coperta a volta per differenziare la zona sacra del presbiterio da quella delle navate con semplice capriata. L’arco che immette nell’abside ha un profilo a sesto acuto di epoca gotica.

 

 icon Chiesa dei Santi Pietro e Paolo - Documento dell' Associazione Don L. Mari

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