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I Fagioli di Brebbia

Categoria: Prodotti Locali
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"I Fasou de' Brebbie"

Il fagiolo dell'occhio appartiene alla specie Vigna Sinensis del genere Phaseolus delle Leguminose Papilionate, ed è l'unico fagiolo autoctono del Vecchio Mondo, essendo originario dell'Africa e dell'Asia.

Consumato fin dall'antichità, quando era chiamato Phaseolus, deve il nome attuale (fagiolo dell' occhio) a una macchiolina rotonda e scura presente al centro della concavità del legume.

La verde campagna di Brebbia, è sempre stata terra feconda e generosa per i suoi abitanti. Le sue dolci colline e l'ampia pianura ben si prestavano ai lavori agresti: era dal lavoro della terra e dai suoi frutti che essi traevano di che vivere e sostenersi. Delle varie coltivazioni che si effettuavano, primeggiava su tutte, sia per qualità che per quantità, quella del "Fagiolo". Ecco perchè seguendo una tradizione che voleva per gli abitanti di ogni paese un particolare appellativo, fu facile chiamare i brebbiesi "Fagioli" o per meglio dire "Fasòeu".

La coltivazione di questo prezioso legume era conosciuta nella nostra zona già a partire dal I° secolo d.c. . Si racconta, infatti, che attorno all'anno 43 il console romano a Milano, in visita alle legioni disposte lungo le sponde del Verbano, sostò a Brebbia mentre erano in corso i Quinquatrus maiores. Questi erano festeggiamenti popolari in onore della dea Minerva, al termine dei quali veniva immolato su un'ara un agnello (tale altare pagano, dedicato alla dea Minerva, è visibile in parte ancora oggi poiché è incastonato sul portale laterale della chiesa di S. Pietro e Paolo). Il console fece dono alla guarnigione locale di 10 giare contenenti semi del fagiolino dell'occhio.

Nel corso dei secoli, il fagiolo fu adottato anche nei monasteri, dove il precetto di non mangiare carne in certi periodi dell'anno costringeva a sostituirla con cibi che potessero supplire alle carenze proteiche. Divennero perciò simboli di Mortificazione, di Umiltà e di Castità.

Invece al popolo ispiravano ben altri simboli. Grazie alle loro proprietà nutritive e al gusto sapido e corposo, furono considerati afrodisiaci oltre che adatti alla cosmesi femminile. Credenze testimoniate ancora nell'epoca Rinascimentale da Mattioli e da Durante.

Con la venuta del fagiolo importato dalle americhe, infine, il fagiolino dell'occhio fu messo in disparte, in quanto la sua coltivazione era ritenuta meno redditizia, in termini quantitativi, rispetto ai fagioli americani.

 Disciplinare Coltivazione

 

 Ricettario a base di fagioli

 

 Il Progetto di Comunità

 

I fagioli per expo 2015

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