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Il Novecento

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Con la costruzione di un canale di 700 m tra le anse del fiume Bardello, all'altezza di Brebbia, nel 1893, l'imprenditore Achille Buzzi attivava la prima centrale idroelettrica della Lombardia con cui assicurava la forza motrice per la sua tessitura di Gavirate e la pubblica illuminazione delle piazze di Brebbia, Olginasio, Biandronno e Gavirate.

centrale idroelettrica Buzzi

Centrale Idroelettrica Buzzi

Nei primi anni del ?900 diede un forte impulso alla vita sociale del paese una prestigiosa figura religiosa: don Luigi Mari con la creazione di una Cassa Rurale, una Scuola di disegno per muratori, la Società di S. Giulio e la Lega del Lavoro.

Nel 1904 nasceva il Circolo familiare di Brebbia Superiore e nel 1905 compariva la prima farmacia, che dopo alterne vicende divenne stabile nel 1912 quando venne acquistata dal dott. Demetrio Ullio. A partire dal 1908 e per molti anni ebbe sede nella frazione di Ronchée e si trasferì nell'attuale sede solo nel 1967.

Il 23 marzo 1914, promossa e voluta dal senatore Giulio Adamoli di Besozzo, entrava in funzione la tranvia elettrificata Varese-Angera che portò in questa zona gli effetti del moderno mezzo che aveva trasformato il sistema dei collegamenti intorno a Varese, facilitandone i trasporti.

La prima guerra mondiale richiese a Brebbia un notevole contributo di uomini e di sangue (considerato rispetto al numero degli abitanti), uno dei più gravi subito dai comuni italiani per numero di caduti: i brebbiesi che non tornarono dal fronte furono ben 65 di cui 61 soldati e 4 Caporal Maggiore.

Tra le due guerre Brebbia assistette alle prime sostanziali immigrazioni di intere famiglie provenienti dalla Valtellina e da alcune zone del Veneto che incrementarono il numero dei residenti (da 1227 abitanti del 1861 si era passati a 2101 nel 1901 e 2210 nel 1921) e portarono in Paese nuovi costumi e usanze.

Con l'emanazione della legge 4 febbraio 1926 e non senza qualche dissidio locale, venne soppresso il Consiglio comunale, sostituito dal Podestà e Consulta municipale e prese il via il periodo del regime fascista.

Il difficile periodo della Repubblica sociale e i giorni della liberazione, nella primavera del 1945, trascorsero senza gravi turbamenti.

Dopo le elezioni del 1946, Mario Bricarello fu riconfermato Sindaco e la prima giunta comunale era composta dagli assessori Giovanni Podestà, Oreste Paolo Caglio, Ernesto Roncari e Augusto Betti.

Nel Referendum del 2 giugno 1946 il Paese scelse in maggioranza (662 voti) la Repubblica anche se i nostalgici della Monarchia erano rimasti ancora numerosi (451 voti).

Nella carica di Primo cittadino, a M. Bricarello (1945-51), successe Oreste Paolo Caglio (1951-56), quindi, il prof. Luigi Colombo (1956-60), Francesco Antonelli (1960-75), Peppino Pinorini (1975-80), Edoardo Franzetti (1980-1995), Aldo Baranzini (1995-96), (Commissario Prefettizio), dott. Adolfo D'agata (1997-2006), Rosella Barboni (2006 ....).

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