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Il Medioevo

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Come testimonia un antichissimo manoscritto che si trova presso l'archivio vescovile di Novara, il Cristianesimo giunse a Brebbia intorno al 387 d.C. Come conferma la storia e la tradizione popolare, il primo apostolo delle nostre terre, fu S. Giulio col fratello Giuliano.
I risultati furono mirabili: in poco tempo la maggioranza dei Brebbiesi rinunciò al paganesimo e si fece cristiana. Così Brebbia, che prima era il centro del paganesimo di tutta la vasta zona circonvicina, divenne il centro del Cristianesimo.

Brebbia tenne fede alla nuova religione e divenne una delle Pievi più importanti, anzi la pieve per eccellenza, titolo che si confuse facilmente col suo nome proprio. Ecco perché in molti documenti posteriori si ha "Plebia", o "Blebia" per Brebia.

Con la caduta l'impero romano d'occidente (476 d.C.), si susseguirono invasioni barbariche, alcune delle quali furono particolarmente feroci nel combattere e nel distruggere tutto ciò che sapeva di romano. Verso la metà del V secolo, nella Gallia c'erano i Visigoti, seguirono i Franchi o Borgognoni, gli Alemanni, i Turingi ed infine, vennero tutti spazzati dai Franchi, che ristabilirono l'unità della Gallia, non più Romana, bensì barbarica o Franca, sebbene influenzata dalla civiltà romana, ancora vigorosissima.

Durante le invasioni barbariche, la giurisdizione di quasi tutta l'Insubria passò agli Arcivescovi di Milano. Nacque così la Pieve e la Collegiata di Brebbia. Presso il pievano si stabilirono come cooperatori, altri sacerdoti per modo che già ai primi tempi Brebbia divenne anche sede di una Collegiata col titolo di S. Pietro, col Preposto e diciotto canonici.
La Pieve di Brebbia acquistò sempre più prestigio e, tra il 1200 e il 1500 si estese ai paesi limitrofi, quali: Gavirate, Ternate, Biandronno, Cazzago, Besozzo, Monvalle, Laveno, Cadrezzate, Comabbio, Bogno, Comerio, Santo Sepolcro (Ternate) e altri: Monate-Ispra-Barra che allora erano tutt'uno con Brebbia.
Tale primato rimase a Brebbia fino a che S. Carlo, verificato lo stato di abbandono e di incuria in cui si trovava la Pieve e la Prepositura (1567 d.C.), conferì a Besozzo, l'autorità di pieve (1574 d.C.), aggregando buona parte dei benefici alla Chiesa di S. Tommaso di Milano.

Il periodo medioevale dunque, fu caratterizzato da due elementi che polarizzarono la vita economica e sociale del luogo: il primo fu la presenza del castello con le giurisdizioni arcivescovili, il secondo fu il fatto d'essere Brebbia capopieve e di conseguenza avere un'importanza anche economica, grazie alla Chiesa e canonica di S. Pietro.
Il castello, denominato "Il Castellaccio" si ergeva su un colle che si eleva un'ottantina di metri rispetto al terreno circostante, ma che domina un'ampia regione.

cartina del 600Elemento caratterizzante la vita economica di Brebbia nel medioevo fu lo sfruttamento dei corsi d'acqua, come il fiume Bardello, con la costruzione di mulini per la macina delle granaglie o per il taglio della legna. Il tipo più comune di casa d'abitazione era simile a quello riscontrabile in località "ad Cadonega", cioè una semplice costruzione.

In taluni casi si avevano strutture più complesse che fanno supporre un'attività agricola rivolta alla produzione di vino.

 

 

 

 Cartina del '600 della zona dei laghi

 

mulino PionaIl mulino di Piona

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