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La Preistoria

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Il nome "Brebbia"

In relazione all'origine del nome "Brebbia" vi sono diverse interpretazioni.
G.G. Grevio, nel 1704 assicurava che tale nome deriva dal greco "Brabium", puori vietoriam, senvietoriae praemium dicas"; .... Loci tamen situs indicat hoc in tractu interduos lacus, Verbanum et Gaviratum".

Il termine greco "Brabia", equivale a vittoria o premio di vittoria ed in senso traslato significa anche cosa bella e decorosa. A prova di ciò, l'autore citato, nota che tale nome bene si addice al luogo, posto com'è fra due laghi, il Maggiore (Verbanum) e quello di Varese (Gaviratum).
Secondo un'altra derivazione il nome Brebbia deriverebbe da "Plebia", a sua volta derivato dal latino "Plebs", che significa plebe.
La spiegazione più verosimile è quella che fornisce lo storico N. Sormanni. Egli sostiene che il nome Brebbia deriva dalla caratteristica che il paese conserva tuttora. A Brebbia, infatti, esiste una località denominata dalla tradizione popolare "Paù", vocabolo dialettale che tradisce la voce italiana ?paludi? (dal latino "paludis"). E' un terreno acquitrinoso e palustre, dove avevano sede le antiche terme e i bagni pubblici. Orbene, i latini designavano col vocabolo "Brevia" quei luoghi paludosi che si trovavano nelle immediate adiacenze dei luoghi ove precisamente le acque sono basse: "Brevia dicere ubi acquae sunt breves".
Successivamente, i barbari, che erano soliti cambiare, la lettera V in B ed anche in P, pronunciavano "Brebia" e talvolta "Brepia", termini che si incontrano nei documenti storici e notarili.

Le prime popolazioni

Quali siano stati i primi abitanti della nostra terra risulta abbastanza difficile individuarlo. Alcuni storici concordano nell'affermare che essi fossero popoli palafitticoli, provenienti dalla Svizzera. Gli scavi condotti in Angera dal professor Vincenzo Fusco dell'Università di Milano, hanno permesso di accertare che questa sponda del lago Maggiore fu sede di insediamenti umani fin dall'età mesolitica, 8000 - 7000 a.C. e fanno ritenere che anche i colli e la pianura di Brebbia furono frequentati da quelle popolazioni di tempi così remoti.

preistoria1Dai ritrovamenti fossili, si dedusse che si trattava di popolazioni abbastanza civili; infatti, mentre facevano uso della pietra per costruire armi e oggetti vari, utilizzavano metalli, come il bronzo, conoscevano anche la giadeite (roccia impiegata per la fabbricazione di asce) e l'ossidiana (roccia che si rinviene solitamente nell'isola di Lipari, in Sardegna, nei Balcani e in Ungheria).

 

 

 

preistoria2Le numerose testimonianze sulle abitazioni, dimostrano che essi trovarono certamente luoghi adatti a Monate, Varano e Biandronno; qui infatti, avevano a disposizione laghi a sponda bassa e non soggetta ad eccessivi sbalzi di magra e di piena. Luoghi favorevoli erano anche i piccoli stagni, quali la torbiera detta del Pavidolo posta ai piedi del Castellaccio, sul lato Sud del colle di Brebbia Superiore.

Depongono in questo senso gli oggetti venuti alla luce, nella seconda metà dell'800, durante gli scavi per l'estrazione della torba proprio nella piccola torbiera del Pavidolo.

Secondo altri storici, i primi abitatori delle nostre terre sarebbero stati i Liguri, popolo che avrebbe esteso il suo dominio dal mare sino alle sponde del Verbano. Una conferma indiretta verrebbe fornita da una lapide rinvenuta ad Angera ed ora di proprietà della Famiglia Borromeo. Essa proverebbe che Angera, prima ancora di Starona, era denominata Vico Sebrino o Vicolo dei Sebrini e fra gli studiosi pare che questo nome sia di origine ligure.

In seguito alle grandi migrazioni Nord-Sud, celtiche e galliche, i Liguri furono battuti e si ritirarono esclusivamente su quella terra che prese nome da essi: la Liguria, mentre sui territori lasciati liberi, si stabilirono i Galli, che vi rimasero fino al 221 a.C., fino a quando vi giunsero i Romani. Questi, infatti, divenuti padroni di tutta l'Italia Centrale e Meridionale, si volsero a settentrione, da loro chiamata Gallia Cisalpina.

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