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Età Romana

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Nel 532 di Roma - 221 a.C., i Romani, guidati dai consoli Cornelio Scipione e Claudio Marcello, penetrarono nella Pianura Padana e, vinto ogni ostacolo, occuparono Milano e poi Como, le due roccaforti dei Galli.

Con la sorprendente calata di Annibale in Italia, alla testa dell'esercito Cartaginese, furono annullate gran parte delle conquiste romane della Gallia Cisalpina e i Galli tentarono di scrollarsi di dosso il giogo di Roma, ma dopo la vittoria romana di Capua e quella definitiva di Zama (Africa 202 a.C.), con la scomparsa di Annibale, i Romani tornarono nelle nostre terre assoggettandole definitivamente. Fu così, che da allora (187 a.C.) le nostre contrade, dapprima occupate dai Liguri, e poi dai Galli, divennero Romane e costituirono l'undicesima provincia d'Italia, chiamata Insubria.

Giulio Cesare, divenuto arbitro di Roma, largheggiò ancor più verso le città della Gallia, fino ad innalzarle alla dignità di Municipio (49 a.C.) e più tardi, Augusto dichiarò l'Insubria, parte integrante dell'Italia e dell'Impero.
Completata così la romanizzazione teorica, ufficiale, non si fece attendere troppo quella pratica e reale con la costruzione di strade, ponti acquedotti, case, templi, ville teatri, ed altre opere di pubblica utilità e con la promulgazione di provvide leggi che resero fiorente il territorio, tanto più che, a poco a poco, queste regioni divennero le mete preferite di riposo e di soggiorno dei nobili Romani.
La particolare importanza che Brebbia ebbe durante la dominazione romana, la si desume da numerose epigrafi, incise su lapidi rinvenute in loco e descritte dal tedesco Mommsen. Una di queste si vede tuttora nella Chiesa parrocchiale, incastrata all'esterno della parete Nord e su cui si legge la seguente iscrizione:

lapide di minerva

Lapide di Minerva

MINERV (a)

E. C. ALB (in)

VS. CAS (si)

V S L M

 

Si tratta evidentemente, di una lastra facente parte di un altare eretto da Gaio Albino Cassiano in onore di Minerva, dea della sapienza, e ci informa intorno ad un certo culto della dea.

lapide di brebbia

Lapide di Brebbia dedicata a tutti gli Dei

Una seconda epigrafe si legge su una

lapide incastrata nel muro adangolo di una casa colonica
...DIIS DEABUSQUE OMNIBU...

 

Sono solo tre parole, ma sufficienti per dirci a quale scopo doveva essere impiegata: doveva far parte di un altare dedicato a tutti gli dei.

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